Certezze che crollano

Caro fra Simplicio,
sono sempre io, Rosa. Ieri ho ricevuto la risposta di Intercultura. Parto. Un anno in Paraguay. Quando mi è arrivata ieri l’email ho avuto un infarto. Quando ho letto che ero una vincitrice delle borse di studio ero troppo felice, avevo quasi paura di aver sbagliato a scrivere il mio numero di matricola. Invece, a quanto pare, partirò davvero.
Ma oggi non è tutto rose e fiori come ieri. Avevo fatto di tutto per autoconvincermi che non sarei partita, non me lo aspettavo davvero più, avevo pensato a tutte le cose che avrei fatto, alla mia camera, ai pigiama party con le mie amiche, a un lavoro estivo, alla candidatura come rappresentante di classe per l’anno prossimo, alla videocamera da prendere per iniziare il mio canale… e invece per tutte queste cose dovrò aspettare ancora un anno e mezzo. Perchè i miei non possono permettersi di mandarmi all’estero e di farmi la camera, inoltre che me ne farei, sarebbe stata pronta per giugno e ad agosto sarei partita per l’altra parte del mondo. E adesso mi sento così insicura, vorrei avere una certezza di qualcosa…
Mi rendo conto di quanto sembri strano, volevo partire per l’anno all’estero da dieci anni, mi ricordo quando facevo le elementari e mio padre me ne parlava e io lo sognavo… Poi quando facevo la terza media mio cugino è partito per un anno in Norvegia e io lo ho invidiato tantissimo e volevo partire anche io. E ricordo quando qualche mese fa ho iniziato il lungo percorso che culminerà con il mio anno in Paraguay, ricordo quanto sognavo questo momento, quando sarei giunta alla fine delle selezioni vincitrice di una borsa di studio.
Ma il 2 febbraio è iniziato il mio crollo. (Piccola parentesi: in classe mia siamo in tre le iscritte, e fortunatamente partiamo tutte e tre). Una di loro il 2 febbraio, appunto, ha ricevuto la risposta e va in Norvegia, la sua prima scelta. Questa ragazza è molto intelligente e ha voti altissimi, inoltre appartiene alla fascia economica più alta, quindi aveva anche più borse possibili. E io quel giorno ho avuto la nettissima sensazione di non aver fatto abbastanza. Ho dei voti mediocri, avevo bisogno di una borsa e non ce ne sono tantissime nella mia fascia economica, quindi avevo capito che non sarei partita. Per non restarci troppo male ho iniziato ad autoconvincermi che non sarei partita. Non me lo aspettavo più, ho iniziato a pensare a tutto ciò che avrei fatto e avevo rimosso l’interrogativo “Dove sarò l’anno prossimo?” dalla mia testa, mi ero autorisposta con un “Qui”. Invece mi sbagliavo e parto, ma adesso ci rimango quasi male. Continuo a chiedermi se me lo merito davvero, se non ho rubato un posto a qualcuno che se lo meritava più di me e invece per colpa mia è dovuto rimanere a casa… E se fosse davvero così? Mi sento in colpa…
E, purtroppo, devo dire che la mia famiglia contribuisce. (Scusa se la lettera sta venendo lunghissima ma ho davvero bisogno di dire queste cose a qualcuno e ho litigato con A, l’unica persona con cui riuscivo a parlare di tutto, e non penso che faremo la pace. Te lo sto dicendo perchè spero quasi che lei qui lo legga.) Ieri infatti sono corsa dai miei nonni a comunicarglielo e mio nonno si è arrabbiato perchè dice che il Paraguay è un brutto posto, poco sicuro, ecc. Mia nonna invece ha commentato che è lontanissimo. Ma ieri sera hanno detto delle cose che mi hanno fatto stare davvero male, mi sono sentita come se non avessero un minimo di fiducia nei miei confronti. Mi hanno fatto sentire un vero schifo. Hanno detto “Non è che adesso pensi solo a quello e non pensi più alla scuola vero? Perchè se non vai bene rimani a casa” e cose del genere. E io ci sono rimasta così male… Non sono una ragazza stupida o incosciente, ho una testa sulle spalle e un grande senso di responsabilità e sentirmi trattata così da persone che spero di non aver ancora mai deluso (e che deluderò infinitamente tanto quando farò coming out) mi ha fatto stare malissimo.
Mio padre invece non mi ha quasi considerata. Ha da poco iniziato un nuovo lavoro e ne è entusiasta, e capisco, va bene, però mi sarebbe piaciuto se ieri sera avesse pensato un po’ di più a me invece di perdersi nel racconto del pranzo in mensa o degli occhiali che ha trasportato. Invece no, sono valsa giusto un paio di commenti.
Mia madre ha detto, e più volte, che è contenta che io vada in un paese povero perchè così perdo un po’ di interesse per le cose materiali e quel mio po’ di frivolezza.

A parte queste cose, ho l’impressione di avere anche un altro problema: la mia omosessualità. Non nel senso che essere lesbica mi rende malata o altro, ma ho cercato un po’ e in Paraguay non c’è una grande tolleranza nei confronti degli omosessuali. Inoltre vorrei fare coming out con le mie amiche e con la mia famiglia prima di partire. Non è che magari avresti un consiglio da darmi per farlo?

Detto questo, chiudo, anche perchè ho l’idea che questa lettera sia davvero chilometrica. Perdonami.
Rosa, 16 anni

Carissima Rosa, COMPLIMENTISSSSSSSSSSIMII!!!!!

GRANDE! GRANDISSIMA!!!
Nessuno merita più di te quella borsa che ti sei guadagnata, che hai desiderato, che hai sperato, che hai voluto, che ORA E’ TUA!!!
E partirai per il Paraguay e farai una esperienza stupenda. Non saranno tutte rose e fiori, ci saranno momenti duri, ma sono certa che quando tra un anno e mezzo tornerai e avrai il biglietto pronto non vorrai tornare perchè sarai stata immensamente felice!
E tornerai e farai fatica a ricominciare di nuovo, ma avrai un bagaglio tosto sulle spalle e sarai cresciuta, avendo imparato ad affrontare la vita con più energia.
Mi dispiace che tu non abbia trovato l’accoglienza che desideravi dai tuoi, genitori e nonni, ma li capisco. Per loro non sarà facile stare un anno senza di te, senza poterti vedere e abbracciare. Solo che, invece di dirtelo con queste parole, te lo dicono come sono capaci, rovesciando su di te le loro paure e le loro insicurezze. Forse anche loro, in fondo, speravano che tu non partissi perchè non vogliono “perderti”..
Ma tu puoi aiutarli, se vuoi, dicendo loro che hai bisogno del loro incoraggiamento e del loro appoggio, perchè anche per te non è facile e quindi dovete fare un lavoro di squadra. 
Vuoi fare coming out adesso? Sei libera, ma domandati perchè… vuoi attirare la loro attenzione perchè davanti a questa notizia non ti sei sentita valorizzata? E allora preferisci scuoterli con qualcosa di forte?? Potrebbe essere una idea…
Io però ci penserei bene… forse peggioreresti le cose in questo momento…
Hai anche una bella occasione tu per riflettere su di te. Certamente avrai modo di stare anche sola con te stessa e di capirti meglio, cosi da essere ancora più pronta per prendere le tue decisioni.
Posso darti una consiglio? Potresti spiazzarli tutti preparando tu una cena a sorpresa con una bella torta per FESTEGGIARTI! TE LO MERITI PROPRIO!
Fammi sapere i preparativi. Ci tengo!!
Un abbraccio grande a presto
Fra Simplicio

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