Ci sono anch’io

Caro fra Simplicio, sono anni che il Messaggero dei Ragazzi entra in casa mia e ogni mese è una gioia riceverlo. Ma mai e poi mai avrei pensato che ti avrei scritto anch’io. Frequento la terza superiore (liceo classico, scuola magnifica!). In prima pensavo di essere capitata nell’ambiente ideale, direi onirico… tutti gentili, tutti sorridenti, tutti aperti al dialogo e al confronto. In seconda ho iniziato a capire che qualcosa non andava… verifiche di greco e latino (versioni) scaricate dal web, interrogazioni a libro aperto, sfogliato e letto, gita con bottiglia di grappa al seguito e insegnanti che… si sono stupiti quando, un giorno, ho espresso il mio disappunto in merito a tutto ciò, anzi, hanno detto che è giusto così, anche loro lo facevano. Il copiare poteva essere un modo per organizzarsi meglio! Ma di questo non ne sono mai stata troppo convinta. Ora che sono in terza, posso dire che la situazione è degenerata (come prevedibile): in classe ognuno fa ciò che vuole e mi sta bene (insomma) finché non viene disturbata la lezione… ma che c’è chi, con scopa e paletta, ripulisce l’aula (che non è sporca), chi si mette a ballare, chi si rincorre, chi fa giochi rumorosi, chi tira pupazzi all’insegnante… e i professori accettano tutto ciò, quasi si sentissero sottomessi da questa situazione ingestibile. Forse a loro sta bene così. Ma a me no. Io non mi trovo per niente bene nella mia classe. Ho compagni troppo legati all’apparire… per essere del “gruppo classe” bisogna ubriacarsi tutti i sabati sera, vestire rigorosamente di marca, avere il cellulare di dimensioni enormi, possedere una buona dose di parlantina ed essere sfacciati coi prof. Ti guardano dall’alto al basso, con quella sufficienza che un po’ mette a disagio. Per loro tutto è motivo di competizione, soprattutto i voti… i “Big” devono avere medie straordinarie, al limite dell’impossibile, e fanno di tutto per averle, perché lo ritengono un loro, esclusivo diritto. E per ottenere questo, fanno di tutto per penalizzare i cosiddetti “scarti”, quelli come me, che vanno controcorrente, gli alunni fantasma. Quelli che diventano “i compagni di classe” solo al bisogno. Quelli che non hanno libertà d’espressione, perché sono loro che dettano legge. Non puoi mai contraddirli. L’unica volta che l’ho fatto sono passata per quella immatura, per quella emotiva, per quella ambiziosa, per quella insicura. Non è stato bello. Mi sono trovata una classe contro, tranne la mia vicina di banco, che è una mia grande amica. E i professori, come al solito, si schierano con i più. A volte per me è difficile anche entrare in classe al mattino, quando saluti tutti e nessuno ti degna di uno sguardo, figuriamoci di una parola! Comincio ad essere stanca di questa situazione, che peggiora ogni giorno che passa. Vorrei tento essere accettata per quella che sono, coi miei principi, coi miei difetti, col mio carattere, col mio modo di pensare, ma mi sembra un’utopia… Ho bisogno di un consiglio. Un caro saluto!

Paola, 16 anni

Carissima Paola, grazie di cuore per avermi scritto. Oltretutto scrivi stupendamente ed è davvero un piacere leggerti. Complimenti! Preferisco, se me lo concedi, di non entrare in polemica con il comportamento dei tuoi prof. Certo, bisognerebbe sentire anche la loro campana, ad onor del vero, ma penso che le tue parole siano molto eloquenti e non siano necessari ulteriori commenti in proposito. Oltretutto niente e nessuno può cambiare questa situazione se non, eventualmente, un preside…. Per quanto riguarda la situazione con i tuoi compagni ti dico che ti capisco. E’ dura, durissima. Ma in tutto il macello che mi hai presentato c’è una cosa che mi ha allargato il cuore: l’amicizia con la tua compagna di banco. Credimi, Paola carissima, che questo è il più bel dono che il buon Dio ha potuto farti per aiutarti a vivere nella gabbia di matti. Essere “diversi” e andare controcorrente è sempre più difficile. Richiede un coraggio da leoni e purtroppo si paga lo scotto di venire esclusi. Ma tu sei fortunata! Hai qualcuno con cui condividere il tuo banco, le tue ore scolastiche, a cui puoi rivolgerti se hai bisogno di un consiglio o anche di appunti mancanti… e non a tutti è concesso, credimi! In fondo staa combattendo una battaglia che certamente non ti vedrà vincere sui banchi, ma ti vedrà vincente nella vita perché ti renderà più forte, più consapevole, più matura. Fa male? Sì, tanto male! Ma non si può cavare il sangue dalle rape. E, forse, tu preferisci essere così piuttosto che “come loro”… E se questa è la tua scelta vai avanti, continua a fare il tuo dovere, non esporti se non è necessario e continua a studiare. I risultati te li presenterà la vita e… saranno stupendi! Ricorda che nessuno può farti sentire uno scarto se non tu stessa. Quindi smetti anche solo di pensarlo e lascia che gli altri pensino quello che vogliono. Io ti accompagno con la preghiera, insieme alla tua amica. Spero di sentirti di nuovo. In bocca al lupo e… sorridi!!!

fra Simplicio

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