Come può l’amore essere sbagliato?

Caro Fra Simplicio,
inizio questa lettera dicendoti che non voglio fare scandalo o essere polemica, vorrei solo parlare di amore, che, a mio parere, è ciò che serve maggiormente a questo mondo sempre più orientato verso l’odio.
Vedi, io sono lesbica e sono riuscita ad accettarmi solo dopo lunghi anni di repressione e sofferenza. Ho avuto di frequentare parecchi ragazzi, ma non mi sono mai sentita a mio agio fra le loro braccia o davanti ai loro messaggi dolci. Per troppo tempo mi sono sentita un errore, un disastro, mi facevano ribezzo i miei stessi pensieri verso qualche mia coetanea che ritenevo carina.
Adesso però sono fidanzata con una ragazza fantastica e insomma, non mi sono mai sentita così felice e innamorata in vita mia.
I problemi per me purtroppo non sono finiti, infatti dopo la lotta per accettare me stessa, adesso è iniziata quella per farmi accettare dagli altri, soprattutto dalla mia famiglia.
Da quando ho fatto i primi coming out, ho perso un sacco di amici a cui tenevo particolarmente e nel mio liceo girano parecchie voci di cattivo gusto sul mio conto, come se fossi un mostro o un alieno.
Ma, come se non bastasse, mi ritrovo in una famiglia cattolica che non mi ha mai accettata, neanche quando mi sono aperta con i miei genitori, spiegando loro come mi sentivo prima e come mi sento ora. Mio fratello non sa niente e continua a fare battute omofobe, che spesso mi feriscono profondamente, mia mamma fa finta di niente e spesso mi sembra che sfrutti la sua malattia per farmi “tornare” etero, mio padre invece mi ha detto che se scopre che sono fidanzata, passerò guai molto seri…e ho paura di cosa potrebbe fare a me o alla mia ragazza.
Tutti mi hanno sempre considerata una ragazza seria e matura, ho una buona media a scuola, ho compagnie tranquille, non faccio tardi la sera, non ho mai toccato alcol, sigarette o droga e mi dedico spesso e volentieri a opere di volontariato.
Non capisco quindi come mai io sia costantemente presa di mira dall’odio di tutte queste persone solo perché sono innamorata. Cosa ho fatto di male? Come può un sentimento bello come l’amore essere sbagliato?
Un’altra cosa che non comprendo è perché una religione che glorifica l’amore per il prossimo come quella cristiana, reputi l’omosessualità un abominio:
noi dovremmo seminare amore, non odio!
Spero che mi aiuterai a comprendere, anche perché non so a chi rivolgermi, visto che questa situazione (che va avanti da quasi due anni) mi sta distruggendo più di quanto detesti ammettere…
Grazie in anticipo.

ps ti scrivo in anonimo, in quanto temo che qualche mio conoscente possa leggere questa lettera e riconoscermi…
Anonima disperata, 16 anni

 

Carissima,

grazie per la tua splendida mail. Scrivi molto bene ed è un piacere leggerti. 
Grazie anche per aver aperto il tuo cuore, per questo sfogo accorato che lascia trasparire una grande tristezza. 
Hai ragione: il mondo ha bisogno di amore e invece continuiamo ad allontanarci, a trasudare odio, a respingere invece di dialogare e soprattutto ASCOLTARE.
Ecco, penso che il problema sia tutto qui: l’incapacità di ascoltare il prossimo, aprendo la mente e il cuore alle sue parole, ai suoi sentimenti, provando a mettersi nei panni dell’altro e a dire quelle parole che stavano tanto a cuore a don Lorenzo Milani “I CARE”… 
Capisco la tua sofferenza, il tuo dolore per aver perso degli amici a cui tenevi tanto, il dolore del non essere accettata dalla tua famiglia.
Ma non siamo pronti… non siamo pronti ad accettare che i giovani possano vivere l’omosessualità non urlata o sbandierata o rivendicata ma la vivano nella tenerezza… 
Ti condivido questa esperienza. Un giorno sono venuti da me due genitori e mi hanno detto di aver scoperto che il loro figlio minore era omosessuale. Dopo lo smarrimento iniziale hanno parlato con lui e gli hanno detto questo: “Facciamo fatica ad accettare questa realtà. Ma per noi sei prima di tutto nostro figlio e ti stiamo accanto. Siamo però consapevoli che non ti aspetta una vita facile, ed è per questo che ti proponiamo di farti sostenere per rafforzare te stesso e anche essere in grado di vivere in questa società che certamente ti ostacolerà”.
Io l’ho trovata una bellissima dichiarazione d’amore! 
I tuoi genitori non ti hanno accolta come hanno fatto gli altri, ma anche a te propongo la stessa cosa: puoi trovare aiuto presso un centro di ascolto per adolescenti che ti aiuti a diventare più forte psicologicamente.
La chiesa non considera l’omosessualità un abominio. Sono le persone che lo rendono tale con il loro atteggiamento. Dio e la Sua Chiesa desiderano che le persone si realizzino e trovino la loro strada che nel disegno di Dio sappiamo essere l’unione di un uomo e una donna. Ma chiede rispetto verso le persone omosessuali. E certamente non spinge all’odio verso di loro. 
Quindi anche per te Dio vuole che tu trovi la tua strada e trovi la felicità. E per le persone omosessuali, come quelle eterosessuali, la felicità non è solo fare quello che si desidera o seguire i propri istinti, ma discernere, ascoltarsi, darsi del tempo, pregare, farsi aiutare. 
Dedica del tempo a te stessa, prenditi del tempo per pregare e ascoltarti in profondità, cerca qualcuno che possa sostenerti (esistono anche associazioni di omosessuali cristiani) e aiutarti a fare discernimento, qualcuno che ti aiuti a dialogare con i tuoi genitori e con tuo fratello. Non chiuderti in te stessa. 
E queste “regole” valgono per tutti…
Ti abbraccio e spero di risentirti.
Grazie per avermi scritto. Di cuore.
Fra Simplicio
 

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