Amicizia

Caro Fra Simplicio, vivo in un paese vicino a Cagliari. Frequento il 3^ anno di Liceo Linguistico e sono figlia unica. I miei genitori mi hanno dato tanto, nella mia vita ho sempre sofferto per via delle amicizie. Già dall’età di 4 anni, alcune bambine mi facevano dei dispetti e io ci rimanevo malissimo. Sono cresciuta, alle elementari ho conosciuto una bambina molto simpatica con la quale andai subito d’accordo. Eravamo migliori amiche inseparabili, solamente che poi si è rivelata una persona da non frequentare, mi faceva dispetti pure lei. Le persone mi usavano, accettavo di uscire con i miei “amici” perché finalmente non stavo a casa da sola mentre loro si divertivano. Cosi quando arrivai in 3 media decisi di cambiare completamente la mia vita. Conobbi nuovi amici grazie a Facebook, perché avevamo un professore in comune, solamente che questi nuovi amici vivevano in un’altro paese distante dal mio e quindi i miei genitori, per vedermi felice hanno sempre fatto dei sacrifici per portami in macchina in questo nuovo paese per uscire con i miei nuovi amici. Ho conosciuto una persona che credevo fosse straordinaria, per la prima volta avevo un migliore amico vero, di quelli che ci sarebbero sempre stati per te nel momento del bisogno, che non ti avrebbero mai preso in giro etc. La nostra amicizia è durata per tanto tempo, ma purtroppo questa estate, sono cambiate diverse cose. Lui si è allontanato da me, dicendo che non mi sopportava più, che mi lamentavo sempre e che eravamo troppo diversi. Insomma, avrebbe voluto un’amicizia normale, senza avere più il legame di una volta. Da quel giorno io sto malissimo, sono una ragazza sempre triste, adesso che è cominciata la scuola non riesco nemmeno a trovare le forze per studiare. Ho solo 16 anni è vero, ma nella mia vita mi sono sempre sentita sola, ho sempre sofferto per le persone che mi hanno delusa. Ora questo mio ex migliore amico mi fa i dispetti con un’amica del nostro gruppo, e mi fa sentire sola come se dovessi pagare chissà cosa quando invece io non gli ho fatto nulla. Sono arrivata al punto di pensare che essere persone buone come me non serva a niente, e che forse se in tutti questi anni ho avuto dei problemi, magari il vero problema di tutto questo sono io e non gli altri. Vorrei trovare la forza e il coraggio per superare tutto questo. Domenica scorsa sono andata a Cagliari a vedere Papa Francesco, è stata un’esperienza bellissima, che non dimenticherò. Il Papa è veramente una brava persona, mi sono commossa quando l’ho visto da vicino e le sue parole, mi sono entrate nel cuore. MI ha trasmesso tanta positività e mi ha fatto capire di non cedere alle tentazioni, di credere in qualcosa e non perdere mai la speranza. Grazie per avere letto questa lettera, aspetto consigli. Un abbraccio, 

Roberta, 16 anni

Carissima Roberta, grazie per avermi scritto. Mi ha fatto tanto piacere ricevere la tua mail e ti ringrazio anche per la sincerità con cui mi hai aperto il cuore. Capisco la tua sofferenza e mi dispiace tanto. Ma io sono certo che un modo per uscire da questa situazione c’è. Quello che ho notato è che tu parli molto di te e di ciò che fa stare bene TE. La domanda è: tu ti sei mai domandata cosa fa piacere agli altri? Mi spiego: tu non hai alcun problema, ma potrebbe essere che il tuo modo di essere amica sia forse un po’ soffocante, per cui le persone dopo un po’ si sentono come in gabbia… te lo dico perchè ne so qualcosa, purtroppo. Questo non dipende dalla cattiveria o da chissà quale altro problema: semplicemente la paura di rimanere soli ti fa disperatamente abbarbicare a chi ti sta vicino. Non so se tu sai nuotare. Ma chi non sa nuotare, quando è in acqua tende a stare più che attaccato a chi ha vicino perchè ha paura di affogare. Ma in questo modo il grande rischio è che… affogano in due!! Ecco, potrebbe essere quello che accade a te. La soluzione potrebbe essere quella di entrare a far parte di un gruppo più grande, come un gruppo parrocchiale, un gruppo sportivo, un gruppo scout o comunque un gruppo dove ci siano tante persone “a cui aggrapparsi”. Questo, anche se inizialmente potrebbe sembrarti difficile, in realtà poi ti darebbe molta più sicurezza perchè avresti modo di esprimerti meglio con più persone, ma soprattutto potresti essere TU che dai qualcosa agli altri, anche nel servizio. Il concentrarsi su se stessi ci porta a diventare strabici. A forza di guardarci non riusciamo più ad avere la vista diritta e si storcono gli occhi. E c’è un’altra cosa che potresti fare: chiedi al tuo amico di dirti cosa non è andato nella vostra amicizia. Chiediglielo come un regalo che può farti per aiutarti a migliorare perchè questo non accada più, nemmeno con altre persone. Magari ti farà male, ma certamente avrai in mano una chiave per aprire porte che prima non conoscevi. Fammi sapere. Ok? Ti abbraccio forte e ti aspetto qui,

Fra Simplicio

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