Minority

Infatti io non parlavo di Dio, so (o almeno spero) che Lui mi vuole bene e mi accetta, mi riferivo alla Chiesa come comunità.
Dicono di non aver nulla contro gli omosessuali, questo fino a quando non si tengono per mano o si baciano in luoghi pubblici. Allora diventano quelli esibizionisti, che vogliono solo ostentare la propria omosessualità per pretendere dei “diritti inesistenti”.
Ed è divertente vedere che persone come quelle che stanno su Tempi si preoccupino solo ed esclusivamente di scrivere articoli che sminuiscano tutto, ma proprio tutto tutto, quello che dicono le associazioni LGBT, ma non abbiano mai citato che ne so, un caso di omofobia?
Assolutamente no, come dicono loro gli omosessuali e i gay sono due cose diverse: i primi vivono questa “situazione di sofferenza” (????) in silenzio esclusivamente nei loro rapporti privati, proprio come molti etero (ceeeeeeerto come no) e poi ci sono i gay che sono esibizionisti (si tengono per mano in pubblico, cosa che gli etero ASSOLUTAMENTE non fanno) violenti (mai visto un uomo picchiare la donna che “ama”) e vogliono imporre le proprie idee ad ogni costo (infatti per poter avere i matrimoni hanno in realtà organizzato delle sette sataniche in cui si svolgevano sacrifici umani, possibilmente di persone omofobe.)
Non so più cosa dire, solo che, per quanto la gente possa dire di accettarmi per quello che sono e idiozie varie, quando lo dirò le mie amiche non mi abbracceranno più come se fossi una normale, le persone mi guarderanno male, avrò paura a stare abbracciata alla mia ragazza, mi tratteranno come una pervertita dell’altra sponda e cose del genere.
Non mi sentirò mai accettata al 100%.
Mai.
Sono convinta che Dio mi accetti, ma ho sentito dire da qualche parte che i sodomiti andranno all’inferno, per cui magari ci siamo sbagliati.
Nella lettera precedente dicevo di non volermi imporre di stare male forzandomi ad essere ciò che non sono, ma vorrei tanto essere una ragazza normale. Perché non posso vivere tranquillamente? Perché devo aver paura di essere me stessa?
A volte vorrei davvero morire, solo per scoprire se oltre questa vita c’è davvero un posto migliore…
Spero che tu non mi trovi patetica, anche se so di essere noiosa e permalosa.
Elena, 15 anni

Cara Elena, non sei né noiosa né permalosa, almeno non per quanto vedo io.
Non arrabbiarti ma se devo dirti quello che penso… si torna proprio al punto di partenza. Non è la società che ti spaventa, non sei arrabbiata col mondo. Tu proietti sul mondo quelle che sono le tue paure, le tue angosce di non venire accettata, di non essere più accolta da chi finora ti ha amato non sapendo.
Sai cosa ti dico? E’ vero che un omosessuale oggi deve affrontare delle difficoltà. Non do giudizi sul giusto o lo sbagliato, ma questa è la realtà. Si tratta quindi di decidere se volerla affrontare con serenità o se continuare a grugnire e inveire senza prendere in mano se stessi.
Nella prima lettera ti chiedevo se tu ti fossi accettata. Bene, ho accolto la tua reazione. Ma oggi sono a farti la stessa domanda: non parlo della chiesa, della società o di chiunque altro. TU, ELENA, ti accetti per quello che sei?
E se tu avessi bisogno di aiuto per fare questo, anche per affrontare il mondo che sta fuori da te e che ti fa così arrabbiare, puoi sempre chiedere aiuto. Uno psicologo non ti farebbe tornare etero. Semplicemente ti aiuterebbe dandoti degli strumenti che ti sostengano e ti aiutino, se questa è la tua scelta.
Pensaci. La serenità è uno dei doni più preziosi della vita.
Io, anche se non ti va, prego per te. Ma solo perché tu trovi la tua strada.
Alla prossima.
Un abbraccio
Fra Simplicio

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