Non ne posso più

Caro Fra Simplicio,
come prima cosa ti avverto: questa letterà sarà lunga. Non so ancora quanto lunga, ma probabilmente tanto.

Ho 16 anni e ho l’impressione che niente vada per il verso giusto, e da anni ormai. Provo a riassumere tutto in un breve elenco, così magari hai anche le idee un minimo più chiaro.

1 Ho capito di essere omosessuale. Non l’ho ancora detto a nessun mio conoscente fisico e ho il terrore che gli altri vengano a saperlo e non mi accettino più.

2 Ho dei problemi con la mia famiglia. I miei genitori pretendono tantissimo da me e io sin da quando ero piccola ho cercato di rispondere a tutte le loro aspettative. Non ci sono riuscita, li ho delusi tantissime volte e io sto male perchè li ho delusi, si aspettavano tante cose da me e invece non sono riuscita a fare niente.

3 Non riesco più a sentirmi a mio agio con le persone. Ho pochissime amiche e spero di poterle considerare delle vere amiche, ma, soprattutto negli ultimi tempi, mi pongo tantissimi dubbi. Ho paura di non essere alla loro altezza, che loro riusciranno nella vita e io invece diventerò una perdente e non voglio gravare su di loro. Ho paura che scoprano la mia omosessualità e nonostante tutto mi abbandonino perchè non riescono ad accettarla. Sono tutte brave ragazze e io se non fosse per i miei genitori non lo sarei.

4 Non riesco più a farmi piacere la scuola. Frequento il liceo classico per scelta di mio padre. Io volevo fare lo scientifico, ma non mi hanno lasciato. Non mi dispiace la scuola, ma è troppo. Ho miliardi di cose da fare solo per la scuola a cui si aggiungono le cose extra (danza, teatro, inglese, rappresentante di classe). La vivo come un peso, ma ormai è troppo tardi per cambiare.

5 Per le mie compagne di classe non esisto. Con la mia vicina di banco scambio a malapena una parola a settimana e per quasi tutto il tempo sono un essere che si frappone tra lei e una ragazza con il banco a un metro e mezzo di distanza. Mi sento così di troppo… Quando sto male è già tanto se mi scrive una persona su 22.

6 Sto pensando al suicidio. Lo ammetto. La prima volta che ci ho pensato avevo 12 anni. C’erano dei ragazzi più grandi che mi picchiavano nel pullmino, ma in realtà avevo iniziato a subire bullismo già a sette anni. Poi in terza media è passato, ma da poco più di un anno il pensiero è tornato. Me lo sento, è come se fosse un chiodo fisso nella mia testa e per quanto io provi a toglierlo riesco solo a ficcarlo più in dentro.

7 Sono un’autolesionista. Ho iniziato sempre a 12 anni e non riesco più a smettere. Mi sono coperta di sottili cicatrici i fianchi e un po’ anche le braccia. Guariscono sempre più lentamente, ma non riesco a non farle. Quando mi sento così sola, in compagnia solo delle voci nella mia testa è tremendo. E quelle voci mi invitano a farlo. Vorrei che qualcuno lo scoprisse e mi aiutasse, rendesse quel sorriso meno falso, quello “Sto bene” sincero. Invece continuo a tagliarmi in luoghi in cui non mi possono vedere. Perchè devo mantenere la mia facciata di perfezione. Ma quella facciata si sta incrinando sempre di più e nessuno se ne accorge.

8 Mi sento in colpa. Penso di non avere diritto a stare male, ci sono delle persone che vengono stuprate, uccise, torturate e io mi lamento per quelle due cazzatine che provo. Quando penso al suicidio penso che così forse qualcuno che merita la vita più di me avrà più possibilità di vita.

9 Odio il mio corpo. Non sono grassa, ma lo odio. Eppure ci sono le volte in cui mi abbuffo di cibo, seguite poi dai ferrei digiuni. Non vengp mai a capo di nulla, e alla fine rimango sempre a pesare uguale.

10 Scusa se ti ho scritto tutto questo, ma non riesco più a parlare con nessuno. Sono andata da una psicologa, ho provato a parlarne con le mie amiche, con i miei genitori, con altri adulti, ma non riuscivo mai a dire tutto, il punto 8 mi bloccava sempre.
Scusa ancora. Non sei costretto a rispondere.
Addio,
Rosa
Rosa, 16 anni

Carissima Rosa, se mi hai scritto è per avere una risposta e tu sai che rispondo a tutti quelli che mi scrivono e quindi non vedo perchè non dovrei farlo con te.

Non mi spaventano le lettere lunghe. Figurati! E poi tu l’hai anche ben strutturata in 10 punti perfetti! Io non ci sarei riuscito!
Allora voglio proporti un gioco molto serio però: io risponderò alla tua lettera SOLO dopo che tu me ne avrai scritta un’altra in cui ti sforzerai di scrivermi 10 PUNTI POSITIVI di qualcosa che c’è nella tua vita.
Io spero che tu accetti la sfida, perchè non vedo l’ora di risponderti a questa!!!
Un abbraccio grande e spero… a presto!!
Fra Simplicio

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