Francesca Capelli è una firma nota ai lettori del Messaggero dei Ragazzi. Bolognese di origine, vive da molti anni a Buenos Aires, in Argentina. È giornalista, scrittrice, traduttrice, oltre che docente all’Università del Salvador. Ha scritto diversi libri per ragazzi, tra cui “Amo l’acqua” e “Dove lo butto” (Giunti Progetti Educativi), “Veruska non vuole fare la modella” (San Paolo), “Il grande cane nella città fantasma” (Príncipi & Princìpi), “Il cacciatore d’aria”… L’ultimo ha un titolo un po’ misterioso ma anche evocativo: “Tangol” 3.0 (Vagus Edizioni).
Parla di un ragazzo che ha poche passioni a parte il videogame Tangol 3.0. Peccato che giocando si blocchi sempre allo stesso punto, senza mai superare il livello. Ma tutto cambia in un caldo pomeriggio estivo, quando una misteriosa telefonata catapulta lui e i suoi genitori a Buenos Aires, per ricevere l’eredità di un lontano parente, emigrato molti decenni prima in Argentina. Qui trova subito nuovi amici e si inserisce nella vita del quartiere.
Tra lezioni di tango, gatti che sembrano attraversare i muri e indagini su alcuni loschi individui fin troppo interessati a un albero di ombù, Ludo scopre di essere stato prescelto, da forze di un’altra dimensione, per portare a termine una missione dove niente e nessuno è davvero ciò che sembra.
Un romanzo che si legge d’un fiato e che mette insieme tantissimi mondi apparentemente lontani: l’Italia, l’Argentina, gli alberi, i videogiochi, la musica e principe tra tutti i generi, il tango. Francesca ha saputo fonderli come in una canzone perfetta, prendendo luoghi reali come il Barrio La Paternal, il cinema Taricco o il Museo degli emigranti, pescando richiami letterari e cronaca quotidiana, per dipanare con delicatezza una storia fantastica.
