Piccola storia dei fumetti nel MeRa

Sulle pagine del Messaggero dei Ragazzi si sono susseguiti fumettisti di grande valore. Vogliamo ricordarne alcuni?

Come ben sanno i nostri lettori, il Messaggero dei Ragazzi non è un giornale «a fumetti ». Nel senso che essi non ne sono la parte fondamentale. Però, su varie delle nostre pagine i fumetti ci sono sempre stati e ci sono tuttora. E certo alcuni di essi sono stati bellissimi, perfino meritevoli di premi, e questa tradizione del tendere al meglio continua ancora oggi.

Nel momento in cui il giornale arriva all’importante traguardo del millesimo numero, vale dunque la pena di fare una carrellata sulle tappe attraverso le quali questa parte del MeRa si è sviluppata. Chiamiamola una succinta storia dei fumetti della nostra rivista, la quale – non tutti lo sanno – ha iniziato a chiamarsi Messaggero dei Ragazzi con il primo numero del 1963, subentrando a una rivista precedente intitolata S. Antonio e i fanciulli.

Con quel nuovo nome la rivista assumeva in maniera esplicita anche un’altra valenza, sia sottolineando che il suo pubblico era più quello degli adolescenti che dei «fanciulli», e in quanto più maturi erano più idonei a ricevere contenuti più elaborati; sia imparentandosi anche nel titolo alla rivista «adulta», il Messaggero di sant’Antonio, la rivista italiana diffusa in tutto il mondo.

Gli anni Sessanta

Riccio-Flint-1962-webNei primi anni Sessanta queste pagine del MeRa erano bensì limitate, ma varie. Per esempio, nel 1962, compiendo ormai quarant’anni, la rivista si fregiava di una bella copertina, di fumetti umoristici – uno a puntate, intitolato Riccio Flint e una serie a pagine autoconclusive, La famiglia Bertolini di Lino Landolfi, un autore allora famoso. Inoltre c’era un fumetto avventuroso a puntate illustrato da Antonio Sciotti, altro valido disegnatore.

Soprattutto c’era poi un collaboratore del giornale, presente già da molti anni, Piero Mancini: lui, affermato pittore, era pure un appassionato e buon conoscitore dei fumetti. Sue, per esempio, molte illustrazioni nelle pagine del giornale, sue quelle del racconto a puntate Il poverello di Assisi sulla vita di San Francesco; sue le 12 strepitose illustrazioni di un calendario per il 1963, nel n. 23, l’ultimo dell’annata.

In certo senso era il canto del cigno della rivista. Che con il numero successivo – come già accennato – «cambiava pelle», diventando appunto Messaggero dei Ragazzi: che in pochi anni, sul piano fumettistico, avrebbe prodotto certi capolavori che influirono perfino sulla storia generale del fumetto in Italia.

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alege
alege
8 anni fa

viva i fumetti del mera
viva la primavera
viva i fumetti del mera
li leggo e rileggo fino
a sera