Piccola storia dei fumetti nel MeRa

Benvenuto Fra Simplicio!

Il merito di tale risultato si deve a padre Giovanni Colasanti, che dal 1967 assunse l’onore e l’onere del nome «Fra Simplicio», cioè quello convenzionale del Direttore. Nella prospettiva del potenziamento di contenuti del Messaggero dei Ragazzi, egli considerò che i fumetti, in quanto linguaggio congeniale ai ragazzi, si potevano sfruttare non come semplice passatempo, bensì come integrazione e complemento degli articoli (che da sempre sono l’asse portante del giornale), con contenuti educativi in senso cristiano della rivista. E per dare maggiore forza a questa idea, volle cercare dei realizzatori del massimo livello artistico.

Riuscì pertanto a coinvolgere fumettisti di grande valore, quali Dino Battaglia, Sergio Toppi, Giorgio Trevisan, Attilio Micheluzzi, perfino Hugo Pratt, i quali si andavano ad aggiungere ai collaboratori «storici» della testata, Piero Mancini e Lino Landolfi.

I capolavori degli anni Settanta

gulliver_webGià questi ultimi, mantenendosi nella tradizione, si modernizzarono: Landolfi creò nel 1970-71 per il MeRa un eccellente capolavoro, I viaggi di Gulliver; e Mancini disegnò in maniera invidiabile fra il 1972 e il 1975 la serie Mino e Lia. Ma soprattutto, grazie a quegli eccellenti pennelli presero corpo fumetti di diversa ispirazione, come certe serie integralmente coerenti con lo spirito del giornale: Trevisan diede volto fumettistico ad autentici testimoni di Cristo, quali Madre Teresa di Calcutta, Raoul Follereau, l’Abbé Pierre; il pennello di Toppi illustrò momenti nodali, nella storia antica o recente, delle vicende di «uomini che non ebbero paura», quali Caterina da Siena, Thomas Moore, Eamon De Valera, Ben Gurion e altri. Battaglia, col suo magico pennino, creò fumetti di un livello artistico stupefacente, illustrando vite e leggende: Sant’Antonio, San Cristoforo, San Giorgio…

E un capolavoro assoluto, Frate Francesco e i suoi fioretti, che vinse premi sia in Italia sia all’estero e ogni tanto si ristampa ancora. Si può ben dire che, grazie a tali collaborazioni, il MeRa prese il volo e attrasse su di sé i riflettori della critica fumettistica: la quale rilevò che nei primi anni Settanta il Messaggero dei Ragazzi era, sul piano artistico, quello più valido nel settore.

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  1 commento per “Piccola storia dei fumetti nel MeRa

  1. alege
    26 aprile 2016 alle 19:48

    viva i fumetti del mera
    viva la primavera
    viva i fumetti del mera
    li leggo e rileggo fino
    a sera

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